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Consigli di pittura

L’interpretazione delle opere letterarie attraverso l’arte

Le opere della letteratura hanno spesso trovato, in molte opere d’arte, forme differenti di interpretazione. Alcuni pittori hanno realizzato illustrazioni ispirate ai grandi capolavori della letteratura spesso sotto forma di acqueforti, xilografie o litografie e nelle loro rappresentazioni hanno saputo esprimere, prima di tutto, la propria concezione del mondo, riuscendo a creare immagini fortemente simboliche ed allegoriche.

Kirchner e la Storia meravigliosa di Peter Schlemihl

Ernest Ludwig Kirchner scelse l’opera Storia meravigliosa di Peter Schlemihl dello scrittore romantico Adalbert Von Chamisso (puoi trovare il testo qui), per tradurre le sue angosciose esperienze in un ciclo grafico che divenne un’allegoria della sua vita.

Frontespizio de La Storia meravigliosa di Peter Schlemihl, Ernest Ludwig Kirchner

L’artista per l’occasione realizzò, nel 1915, una litografia e sette xilografie a colori, del racconto destinato ai bambini. La Storia meravigliosa di Peter Schlemihl narra di un uomo che vende la sua ombra al diavolo, in cambio di una borsa magica che lo renderà ricco ma infelice. Solo in un secondo momento a Schlemihl chiesero di vendere l’anima in cambio dell’ombra, ma lui rifiutò. Il protagonista accettando di vendere la propria ombra al diavolo, perde una parte di sé stesso.

Kirchner per solitudine ed esclusione sociale si sentì affine al personaggio e dunque interpreta l’ombra mancante della storia di Chamisso come la perdita della propria identità durante il periodo nell’esercito.

Schlemihl incontra l’omino in grigio, E. L.Kirchner L’incontro di Schlemihl con l’ombra, E. L. Kirchner

La perdita dell’individualità devastò enormemente l’artista tedesco che, incompreso e relegato tra gli artisti ‘degenerati’ (il governo hitleriano decise di far rimuovere dai musei le sue opere e alcune addirittura bruciate), ottenne per il suo talento, solo emarginazione e isolamento.

Le immagini realizzate rapidamente, rispecchiano il sentimento di solitudine esistenziale dell’artista attraverso i tratti caratteristici dell’Espressionismo tedesco perfettamente coerenti con la sua linea estetica.

Sicuramente Chamisso conosceva il Faust di Goethe (lo trovi qui) opera di cui Delacroix riuscì con la sua arte a coglierne pienamente lo spirito, al punto che lo stesso Goethe, dopo aver visto i disegni, disse ad un suo amico che l’artista francese in alcune scene era è andato oltre la sua stessa concezione.

Il fantasma di Margherita appare a Faust, E. Delacroix, dal Faust di Goethe

Delacroix sperimenta materiali e procedure nuove per raccontare il mondo notturno e infernale di Goethe, popolato da figure tormentate dalle passioni e per questo fa appello a tutta la sua fantasia e la sua ingegnosità. Nel 1828 le litografie di Delacroix furono pubblicate a Parigi, ma per più di un secolo questi disegni sono rimasti quasi sconosciuti.

Chagall e Le anime morte di Nikolaj Gogol’

Con una raccolta di 97 incisioni, Chagall nel 1923 illustra una delle opere più importanti di Nikolaj Gogol’, il romanzo Le anime morte (trovi il testo qui). Un soggetto che Chagall conosceva bene, visto che il pittore aveva realizzato tempo prima delle scenografie per la messa in scena dell’opera dello scrittore russo.

La città di N., Marc Chagall, da Le anime morte di N. Gogol’

Chagall aveva abbandonato da appena un anno la Russia per trasferirsi nella capitale francese e sarà proprio a Parigi che intraprenderà un’intensa attività incisoria che lo vedrà dedicarsi dapprima all’acquaforte e poi alla litografia. A Parigi, dunque, il pittore ritrovò alcuni suoi vecchi contatti, come Blaise Cendras, pseudonimo di Frédéric-Louis Sauser, poeta, narratore, saggista, che lo propose come illustratore di libri al mercante ed editore Ambroise Vollard.

Chagall accettò con entusiasmo e si tuffò nell’impresa, annullando il colore per dedicarsi al segno grafico, rigorosamente monocromo, dell’acquaforte. Un onesto artigiano, così il poeta Yvan Goll definì Chagall, osservandolo seduto a battere sulla lastra di rame, mentre lavorava alle acqueforti.

Le anime morte sono la summa della creazione di Gogol, forse l’opera più importante nella quale lo scrittore vuole rappresentare l’immagine intera e vasta della Russia. La vicenda ruota attorno al personaggio di Cicikov e al suo progetto.

In Russia prima del 1861 i servi della gleba ossia “le anime”, venivano censiti ogni dieci anni. Per i contadini, nel frattempo deceduti tra un censimento e l’altro, il proprietario continuava a pagare le tasse finché il nuovo censimento non ne avesse registrato la morte.

Il piano messo a punto da Cicikov era quello di acquistare sottocosto questi morti per poi ottenere crediti bancari sulla base di un’apparente ricchezza. Questa trovata (che trae spunto anche dalle cronache dell’epoca) offriva allo scrittore l’occasione di condurre il suo personaggio in giro per la campagna russa in una coloratissima rassegna di situazioni e di tipi umani.

L’affare di Cicikov e Sobakevic, Marc Chagall, da Le anime morte di N. Gogol’

Così, attraverso le avventure del protagonista Cìcikov, l’immaginazione di Chagall incontra la spigliatezza narrativa di Gogol’, restituendoci la degenerazione morale, le miserie e le contraddizioni della società russa del tempo, descritta dallo scrittore con ironia e amara rassegnazione.

Con un’attenta lettura del testo Chagall non vuole descrivere a tutto tondo il personaggio o il fatto, non rispetta l’ordine degli episodi. Non intende, infatti, trasmettere il contenuto letterale del romanzo, ma il suo profondo significato. Nelle sue incisioni è riflesso certamente il mondo delle immagini di Gogol’, ma il tutto filtrato attraverso lo sguardo del pittore.

Per Chagall inoltre è un’occasione unica, non solo per svelare l’essenza del popolo russo, ma anche per tornare con la mente ai paesaggi della sua terra, illustrare i ricordi del suo paese e della sua infanzia con lirismo, sogno e nostalgia.

Vollard fu talmente entusiasta del lavoro di Chagall che prima di pubblicarlo gli chiese di illustrare il più classico dei classici francesi, Le Favole di La Fontaine (trovi l’edizione illustrata qui). In questo caso Chagall doveva confrontarsi con una lunga serie di artisti francesi che prima di lui avevano illustrato le favole.

La volpe e l’uva, Marc Chagall per Le Favole di La Fontaine

Da de Hooch, passando per Fragonard per arrivare al più grande degli illustratori ottocenteschi, Gustave Doré. L’idea quindi di affidare ad uno straniero russo ed ebreo, l’illustrazione di un’opera di uno degli artisti più spiccatamente francesi rappresenta una vera e propria provocazione.

Vollard era sicuro che solo il genio di Chagall, con la sua immaginazione creativa e fertile nell’invenzione dei colori avrebbe dato alle favole di La Fontaine, un’interpretazione meno letterale, meno frammentaria, insomma qualcosa di fortemente espressivo e personale…ed ebbe ragione.

Maria Vittoria Lauria
Maria Vittoria Lauria
Quella nata a Salerno un bel po' di anni fa...troppi. Quella che si laureò in Lettere Moderne e poi si Perfezionò in Storia dell'Arte Medievale e Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Quella che ha svolto attività di docenza, come di cultrice della materia, nello specifico modulo di Storia dell'Arte del Corso di Laurea in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano. Quella che ha svolto attività di docenza, in qualità di docente esperto, scrittura creativa e illustrazione in vari progetti PON (Programma Operativo Nazionale). Quella che tuttora è docente di ruolo per l'insegnamento di Italiano e Storia.

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