lunedì, Giugno 17, 2024
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Il lato bizzarro del collezionismo

Un’esplorazione delle motivazioni e degli aspetti psicologici. Dalla necessità di controllare al senso di nostalgia: scopriamo i segreti della mente del collezionista

Chi è stato mai ossessionato dalla necessità di possedere tutte le carte Pokémon o tutte le figurine Panini? Chi è stato in grado di resistere alla tentazione di acquistare un nuovo pezzo per la sua collezione di monete o di francobolli?

Dunque vale la pena di esplorare i segreti della mente del collezionista, dal bisogno di controllo alla gratificazione immediata, passando per la costruzione dell’identità e il senso di nostalgia.

Attenzione, questo articolo potrebbe causare una forte voglia di completare la vostra collezione!

Il collezionismo è un’attività che attrae molte persone di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. La raccolta e la conservazione di oggetti di valore personale può essere un’esperienza gratificante e soddisfacente, ma può anche diventare una fonte di stress e problemi se non è gestita in modo appropriato. In questo articolo esploreremo alcuni degli aspetti psicologici che caratterizzano i collezionisti. Sicuramente, la psicologia del collezionista è un argomento complesso e multidimensionale.

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Ci sono diverse teorie e spiegazioni per spiegarne il comportamento. Vediamo, dunque, alcuni tratti distintivi che caratterizzano spesso il collezionista.

Il bisogno di controllo. Come accennato in precedenza, molti collezionisti possono sentirsi attratti dal collezionismo perché gli permette di avere il controllo su qualcosa di tangibile e concreto. La raccolta e la cura degli oggetti possono fornire un senso di sicurezza e stabilità. L’acquisizione di nuovi pezzi può essere vista come un modo per espandere il proprio potere e controllo.

La costruzione dell’identità. La raccolta di oggetti può essere vista come un modo per costruire o rafforzare la propria identità, sia per sé stessi che per gli altri. Ad esempio, una persona che raccoglie francobolli potrebbe sentirsi connessa con la storia o la cultura dei paesi rappresentati, chi invece raccoglie automobili d’epoca potrebbe sentirsi connesso con un’epoca o uno stile di vita specifico.

La ricerca dell’attenzione e del riconoscimento. Molti collezionisti amano condividere e mostrare la loro collezione, e possono sentirsi gratificati quando gli altri mostrano interesse e ammirazione. Questo aspetto può essere anche molto competitivo, sia con gli altri collezionisti che con sé stessi.

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La sfida personale. Il collezionismo può anche essere visto come un modo per sfidare sé stessi e superare i propri limiti. Ad esempio, un collezionista potrebbe sentirsi soddisfatto quando riesce a trovare un pezzo unico o raro, o quando riesce a completare una collezione difficile o costosa.

Il bisogno di ordine e organizzazione. Molti collezionisti hanno un forte bisogno di ordine e organizzazione, che si manifesta nell’organizzazione e nella catalogazione dei loro oggetti. Questo bisogno può essere visto come un modo per controllare e organizzare il caos del mondo circostante, o come una forma di autodisciplina e autocontrollo.

Il senso di appartenenza. I collezionisti possono sentirsi parte di una comunità di persone che condividono la loro passione per gli oggetti che raccolgono. Questo può fornire un senso di appartenenza e di connessione sociale, e può anche fornire una rete di supporto e di scambio di informazioni.

La gratificazione immediata. La raccolta di oggetti può fornire una gratificazione immediata e tangibile, come la sensazione di aver ottenuto un pezzo desiderato o la soddisfazione di completare una collezione. Questa gratificazione immediata può diventare dipendenza e può essere utilizzata come forma di coping per problemi emotivi o stress.

Il senso di nostalgia. Il collezionismo può evocare sentimenti di nostalgia per un’epoca o una cultura specifica. Ad esempio, una persona che raccoglie giocattoli d’epoca potrebbe sentirsi connessa con la propria infanzia e con i ricordi associati a quel periodo.

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Citiamo qui qualche collezionista famoso, solo per avere minimamente l’idea di quanto potrebbe essere lungo un elenco in ogni settore.

  1. Robert Opie, famoso collezionista britannico. Ha costruito una vasta collezione di oggetti di pubblicità e di pacchetti alimentari del XIX e del XX secolo, che è stata esposta in un museo a Londra.
  2. Michael Zahs, insegnante di storia americano. Ha raccolto una vasta collezione di oggetti legati alla storia dell’America, tra cui vecchi film, libri rari, fotografie, documenti e oggetti d’epoca.
  3. Theodor Geisel, meglio conosciuto come Dr. Seuss, era un famoso scrittore e illustratore di libri per bambini. Aveva una vasta collezione di giocattoli d’epoca, inclusi alcuni dei più rari e desiderabili giocattoli di tutti i tempi.
  4. Hans Sloane, medico e naturalista inglese del XIX secolo. Ha raccolto una vasta collezione di oggetti naturali, tra cui minerali, piante e animali, che è stata alla base della creazione del British Museum.
  5. Sir John Soane, architetto inglese del XIX secolo. Possedeva una vasta collezione di oggetti d’arte, tra cui dipinti, sculture, mobili e ceramiche, che ha donato al British Museum e che è ancora esposta nella sua casa-museo a Londra.
  6. Cornelius Gurlitt, commerciante d’arte tedesco. Possedeva una vasta collezione di opere d’arte rubate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, che è stata scoperta nel 2012.
  7. Auguste Rodin, scultore francese. Raccolse una vasta collezione di oggetti d’arte e di antichità, tra cui dipinti, sculture, mobili e ceramiche, che sono ora esposti nel Museo Rodin a Parigi.
  8. Pietro Il Grande, zar russo del XVII secolo. Possedeva una vasta collezione di oggetti strani e bizzarri, tra cui animali imbalsamati, orologi meccanici, armi e strumenti scientifici, che è diventata la base del Museo di Storia Naturale di San Pietroburgo.

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Ed ecco qualche esempio, tra personaggi famosi italiani:

  1. Federico Zeri, critico d’arte italiano. Ha raccolto una vasta collezione di opere d’arte, tra cui dipinti, sculture e manoscritti, che sono ora esposti nel Museo Federico Zeri dell’Università di Bologna.
  2. Enrico Mattioli, imprenditore italiano. Possedeva una vasta collezione di opere d’arte moderna e contemporanea, tra cui dipinti, sculture e fotografie, che è stata donata al Museo d’Arte Contemporanea di Bologna.
  3. Giuseppe Panza di Biumo, imprenditore italiano. Ha raccolto una vasta collezione di opere d’arte contemporanea americana, tra cui dipinti, sculture e fotografie, che sono ora esposte nel Museo PAN di Napoli.
  4. Guido Calza, imprenditore italiano. possiede una vasta collezione di tessuti antichi e di tappeti preziosi, che includono alcuni dei più rari e desiderabili pezzi di tutti i tempi.
  5. Umberto Tirelli, costumista italiano. Ha raccolto una vasta collezione di abiti storici e di costumi teatrali, che sono ora esposti nel Museo Tirelli di Roma.
  6. Germano Celant, critico d’arte italiano e curatore. Ha raccolto una vasta collezione di opere d’arte contemporanea, tra cui dipinti, sculture e fotografie, che sono ora esposte nel Castello di Rivoli Museum of Contemporary Art (trovi il testo qui).

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E così abbiamo scoperto che i collezionisti non sono solo semplici appassionati di oggetti, ma sono anche una combinazione di controllori, costruttori di identità, cercatori di attenzione, sfidanti, ordinatori e nostalgici.

Quindi, la prossima volta che vediamo qualcuno che sta completando la sua collezione di francobolli o che sta cercando il pezzo mancante per la sua collezione di automobili d’epoca, non li giudichiamo come semplici nerd o bizzarri eccentrici. E chi sa, potremmo anche essere ispirati a iniziare una nostra collezione personale. Dopotutto, come si dice, una collezione è un’ossessione che puoi sistemare su uno scaffale!

É importante sottolineare che il collezionismo può essere un’esperienza positiva e gratificante per molte persone, purché i collezionisti siano consapevoli delle loro motivazioni e che siano in grado di gestire in modo equilibrato il loro interesse per la collezione con le altre esigenze della loro vita.

La Redazione
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