giovedì, Luglio 18, 2024
HomeArte contemporaneaIl Surrealismo della pittrice Remedios Varo

Il Surrealismo della pittrice Remedios Varo

Chi era la pittrice Remedios Varo? Attraverso quali opere si è affermata nel movimento surrealista spagnolo? Scopriamolo insieme!

Nata in Catalogna nel 1908 con il nome María de los Remedios Alicia Rodriga Varo y Uranga, approda a soli 15 anni presso l’Accademia d’Arte a Madrid. Nel fervente ambiente accademico, la pittrice ha l’occasione di intessere rapporti con Salvador Dalì e Federico Garcia Lorca, che eserciteranno su di lei non poche influenze artistiche legate alla corrente surrealista. Al termine degli studi, si reca per la prima volta a Parigi, città che le permette di entrare in contatto con l’ambiente culturale bohemien.

La parentesi parigina sarà breve. Nel 1932 torna in Spagna, dove si stabilirà a Barcellona, città del surrealismo spagnolo. È nella capitale della Catalogna che Remedios Varo coltiva le sue inclinazioni pittoriche e sviluppa quelli che diventeranno i temi ricorrenti della sua produzione artistica: l’alchimia, la dimensione onirica, lo spiritualismo (puoi trovare un testo molto interessante qui).

La vita di Remedios Varo è fortemente influenzata dagli eventi politici del periodo. Partecipa attivamente alla Guerra Civile Spagnola tra le fila dei repubblicani, e, costretta alla fuga, si reca nuovamente a Parigi, dove entra definitivamente nella cerchia artistica surrealista rappresentata da Andrè Breton. La separazione con la capitale francese è, ancora una volta, causata da eventi politici.

L’imminente occupazione nazista la spinge ad emigrare in Messico, dove il folklore animista e la simbologia mistica si coniugano alla perfezione con la sua ricerca artistica.

Il periodo messicano segna la definitiva consacrazione. Dopo aver stretto un legame di amicizia e stima con Frida Kalho (qui un articolo sulla pittrice massicana) nel 1955 presenta i suoi dipinti in una prima collettiva a Città del Messico, seguita da un’esposizione individuale nel 1956.

Le opere della pittrice di origini spagnole Remedios Varo catturano lo spettatore e lo conducono in un mondo di attese e di atmosfere oniriche. Ogni elemento presente nelle sue tele appare come rivelatorio, misterioso, incerto.

Esploriamo alcune delle opere d’arte più celebri di Remedios Varo

Bordando el manto terrestre (1961)

Ad un primo sguardo, il dipinto raffigura una serie di fanciulle impegnate a tessere letteralmente il manto terrestre. L’ambientazione richiama una torre medievale. Due figure misteriose con il volto seminascosto, completano la scena. Come tutte le opere di Varo, le scene raffigurate si prestano a molteplici chiavi di lettura e rimandi simbolici. Si pensi ad esempio al paragone tra le fanciulle tessitrici e le Parche, le dee greche con il compito di gestire i fili del destino degli esseri umani.

il Surrealismo della pittrice Remedios Varo
il Surrealismo della pittrice Remedios Varo

Papilla Estelar (1958)

Questa splendida scena di derivazione tipicamente surrealista raffigura una donna intenta a dar da mangiare ad una luna rinchiusa in una gabbia come se fosse un uccello domestico.

Il nutrimento che la donna dispensa al corpo celeste attraverso un singolare apparecchio è composto appunto da materia stellare raccolta nel firmamento. Anche in questo caso, la scena è ambientata in una cupola dalle origini misteriose, che sembra raggiungere le vette terrestri.

L’atmosfera rarefatta, generata dalla presenza di coltre di nuvole ai piedi della cupola, conferisce all’opera rimandi fortemente onirici.

Papilla Estelar, Remedios Varo, 1958

Encuentro (La cita) (1959)

In un antro collocato in una dimensione spaziale e temporale indefinita, due figure incrociano i loro sguardi. Un incontro inaspettato? Forse desiderato e atteso da tempo? Una delle due figure sta per essere trascinata tra le fiamme da un terzo personaggio.

L’ermetismo delle raffigurazioni oniriche di Remedios Varo stimola la ricerca di significati e interpretazioni. Il valore inestimabile delle opere della pittrice spagnola sta senz’altro nella ricerca di nuovi mondi immaginari in bilico tra reale e fantasmatico, dove la raffigurazione simbolica può entrare in risonanza con la dimensione inconscia dell’osservatore evocando suggestioni, vissuti, ricordi.

Encuentro (La cita), Remedios Varo, 1959

Gabriele Vito
Gabriele Vito
Laureato in Psicologia del Lavoro e del Benessere nelle Organizzazioni, è attivo nel settore della Formazione e dello Sviluppo Organizzativo. Curioso di natura, è appassionato di letteratura, musica e sport, ed è costantemente alla ricerca di nuovi stimoli intellettuali ed enogastronomici. Estimatore dell'Arte in tutte le sue forme, ha collaborato nel corso della sua esperienza alla scrittura di racconti e articoli di diversa natura.

Altri articoli dallo stesso Autore

La giacca Barbour – Storia di un capo iconico

Cosa rende un capo iconico e intramontabile? Per quale motivo le giacche Barbour hanno occupato un posto di rilievo nell’immaginario comune come simbolo dello...

The Peripheral: la nuova serie Cyberpunk su Amazon Prime Video

Di cosa parla The Peripheral? Quali sono le caratteristiche del Cyberpunk? Scopriamolo insieme! Dal 21 Ottobre 2022 Amazon Prime Video ha distribuito The Peripheral (nota...

Nuove forme organizzative-Holacracy

Quali sono le logiche della forma di organizzazione adottata da startup e colossi della Silicon Valley? Il concetto di olocrazia nella sua etimologia greca significa...

Il Business Model: la formula per il successo aziendale

Cosa separa un’idea geniale dalla sua reale concretizzazione sul mercato? Attraverso quale strumento le aziende riescono a generare valore? Qual è la bussola per...

Most Popular

Recent Comments