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Streaming vs vinile: fenomeni agli antipodi

Supporti antitetici ma funzionali alla godibilità della musica

La musica riveste un ruolo centrale nella vita di molte persone, produce un indotto industriale rilevantissimo, e la propria distribuzione (e quindi fruibilità) nel tempo ha, in un certo senso, modificato il valore che rappresenta. Il driver fondamentale di questa mutazione che convoglia tutto ciò che riguarda la musica, è la tecnologia. E in tal senso è interessante andare a vedere l’impatto delle piattaforme di streaming e, di contro, la fase di revival che sta attraversando il vinile.

L’utilizzo del vinile, o meglio della gommalacca, risale alla fine dell’Ottocento. Con il passare del tempo si è passati alle cassette, poi ai CD e per poi arrivare alle odierne piattaforme di streaming. Nonostante i tantissimi ed enormi vantaggi del digitale, il vinile sta vivendo negli ultimi anni una fase di revival.

Vediamo ora in maniera più specifica le due modalità di “consumo” della musica.

Piattaforme di streaming

Le piattaforme di streaming, come Spotify, Apple Music o Soundcloud, sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni. Sono piattaforme digitali che consentono agli utenti di ascoltare qualsiasi canzone desiderino in qualsiasi momento, semplicemente con un clic. Offrono funzionalità come la creazione di playlist, la scoperta di nuova musica e la condivisione con gli altri utenti.

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Uno dei principali vantaggi delle piattaforme di streaming è la comodità nel loro utilizzo. La condivisione con altri utilizzatori di playlist, album e singoli, genera reti per la scoperta di nuova musica e gli utenti possono ascoltarla ovunque si trovino, basta avere una connessione internet e un dispositivo.

In più offrono opzioni di abbonamento a prezzi accessibili, il che significa che gli utenti possono ascoltare musica illimitatamente senza dover spendere una grande quantità di denaro per i singoli album. A tal proposito Spotify costituisce un bell’esempio del modello di business “Freemium”: ossia la fruizione di un servizio base gratuito, e la possibilità di sfruttare pienamente il servizio pagando un abbonamento mensile.

Le piattaforme di streaming hanno anche un impatto significativo sull’industria musicale. Molti artisti e case discografiche hanno adottato queste piattaforme come principale mezzo di distribuzione della loro musica. Contestualmente alle presentazioni degli album negli store, e alle performance dal vivo, gli artisti diffondono il proprio verbo sfruttando anche questi più immediati e democratici canali.

In sostanza, le piattaforme hanno cambiato il modo in cui le persone consumano la musica, spostando l’accento dall’acquisto di singoli album o brani verso l’ascolto illimitato di un vasto catalogo.

Dischi in vinile

Si potrebbe pensare che la diffusione del digitale pregiudichi i supporti fisici per l’ascolto di musica: non è assolutamente così.

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Sono tante le ragioni che contribuiscono a far sì che le persone acquistino ancora giradischi e vinili. Partendo dalla superficie, il giradischi continua a rivestire una funzione di arredamento, quindi estetica. I dischi in vinile nascondono un mondo dietro le copertine che è enorme, variegatissimo, e che da vita ad una produzione artistica a sé stante. (qui un articolo su 8 copertine di dischi disegnate da artisti famosi) .

Passando poi all’utilizzo, il suono vero e proprio costituisce una delle principali caratteristiche del vinile, poiché a differenza dei formati digitali risulta meno compresso e più “caldo”. Ciò significa che offre maggiore profondità e dettaglio.

Per non parlare poi dell’esperienza fisica di maneggiare un disco, posizionarlo sul piatto e ascoltare il suono mentre gira. Così come il fruscio che precede l’inizio della riproduzione rappresenta un’esperienza unica, è qualcosa di davvero coinvolgente! Soprattutto per gli appassionati.

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Il vinile, inoltre, funge da elemento nostalgico: può evocare vecchi ricordi, rimandare a tempi lontani, creando dunque un valore affettivo. Inoltre collega intere generazioni tra loro, ad esempio immaginiamo un figlio che ascolta lo stesso disco che il papà ascoltava alla sua stessa età, anche questo è il potere della musica.

Insomma rappresenta una modalità diversa rispetto all’accesso digitale che offrono le piattaforme streaming. Genera aggregazione anche grazie all’esplorazione di negozi e mercatini dell’usato, e fa in modo che la musica sia meno “liquida”. Il vinile è un qualcosa di fisico, che rimane, che si contrappone all’utilizzo della musica usa e getta.

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In conclusione, le piattaforme di streaming e il vinile sono due modi molto diversi di godersi la musica, che non necessariamente devono contrapporsi, e hanno i loro pro e contro. Dall’immediatezza e dalla scelta pressoché infinita del digitale, all’immersività dell’esperienza con il giradischi.

Si potrebbe paragonare alla scelta tra un buffet e una cena gourmet: lo streaming è come un buffet, una vasta scelta di piatti a portata di mano, dove si può prendere ciò che si vuole, quando si vuole, creando una personale composizione (così come si può creare una propria playlist). D’altra parte la musica in vinile è come una cena gourmet, più intensa e immersiva, e porta più facilmente l’ascoltatore ad avere un’idea di insieme dell’intero album, a comprendere il messaggio e lo stile che l’artista ha tentato di trasmettere con la sua arte.

Attilio Malandrino
Attilio Malandrino
Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ho una grande passione per la musica e per lo sport, che ho sempre cercato di coltivare nel mio tempo libero e credo che entrambe le discipline possano avere un impatto significativo sulla società e sulla vita delle persone. Sono sempre alla ricerca di nuove opportunità per crescere e migliorare nelle mie passioni.

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