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Una finestra sulla cultura nipponica: gli anime

Cinque film che cambieranno il vostro modo di pensare ai cartoni animati

L’animazione giapponese, nota anche come anime, ha origini che risalgono agli anni ’20 e ’30 del XX secolo.

Inizialmente prodotto di nicchia e passione da nerd, negli ultimi decenni serie e film d’animazione provenienti dal Giappone hanno sfondato la barriera e sono definitivamente entrati nello zeitgeist culturale mondiale, rendendo i loro creatori vere e proprie star.

Ci sono infatti nomi che, oggi, risuonano altisonanti tanto quanto quelli dei più acclamati registi di Hollywood, come nel caso dell’inconfondibile Hayao Miyazaki, o quello di Makoto Shinkai.

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Sebbene il successo planetario e lo sdoganamento degli anime sia giunto solo in anni recenti, durante la loro ascesa a fenomeno culturale di massa questi hanno affascinato moltissimo i popoli occidentali, raccontando storie a volte tragiche, altre volte fantastiche, altre ancora ambigue, ma sempre e comunque assolutamente affascinanti.

Di seguito, in nessun ordine in particolare, vi proporremo cinque film che non potete assolutamente perdervi per iniziare il vostro viaggio alla scoperta di quella cultura cinematografica che è riuscita a conquistare, contro ogni aspettativa, i cuori e l’attenzione del pubblico globale.

La Città Incantata (2001): opera maestra di Hayao Miyazaki e del suo leggendario Studio Ghibli.

La Città Incantata (puoi trovare il libro qui) è la storia che meglio riverbera i motivi tipici al proprio autore. Si tratta del racconto di una giovane ragazza che, lanciata senza preavviso in un mondo pieno di magia e creature fantastiche, dovrà farsi strada fra mille avversità affidandosi solo a sé stessa, percorrendo un viaggio, fisico e spirituale, verso la maturità.

Il film, superbamente animato e disegnato, ha ricevuto ben 4 Annie Awards (2002) e ha vinto l’Oscar come Miglior Film d’Animazione (2003), diventando così il primo anime della storia ad aggiudicarsi la famosissima statuetta.

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Ghost in the Shell (1995): film di Mamoru Oshii, tratto dall’omonimo fumetto (che puoi trovare qui), è ambientato in un mondo distopico che ha raggiunto livelli di tecnologia fantascientifici. I protagonisti, umani parzialmente o quasi completamente cibernetici, sono agenti scelti di un corpo militare segreto chiamati ad investigare su di un hacker particolarmente pericoloso ed elusivo.

Sebbene si tratti di un film d’azione, le domande che poneva ai tempi sono ancora oggi oggetto di discussione nella comunità scientifica. Difatti, nel corso della pellicola vengono trattati argomenti quali la differenza fra I.A. e mente umana, fra carne e metallo, e quali effetti abbia portato l’unione delle due cose. Il film, caratterizzato da un taglio cyberpunk e a tratti noir, fece scalpore soprattutto nei circoli hollywoodiani, ispirando perfino le Watchowski durante la creazione della colossale saga di The Matrix.

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Perfect Blue (1997): pellicola tratta dall’omonimo romanzo, Perfect Blue di Satoshi Kon (lo trovi qui) racconta la storia di Mima, giovane idol (n.d.r. adolescente di successo nel mondo dello spettacolo grazie all’aspetto) che, insoddisfatta della propria carriera con il gruppo pop Cham, decide di lanciarsi nella recitazione. La vita di Mima viene presto messa a repentaglio da uno stalker deluso dal suo abbandono del gruppo, in una serie di eventi che raccontano con potente crudezza il lato più oscuro della vita delle star adolescenti giapponesi, spesso manipolate e indirizzate da manager senza scrupoli verso scelte dannose col solo scopo di fare soldi facili.

Film forte, a tratti macabro nel suo modo trasparente di raccontare i fatti.
È consigliabile ad un pubblico di soli adulti, ma è una visione che consigliamo a chiunque voglia approfondire l’opera del maestro Kon.

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Your Name. (2016): film di Makoto Shinkai, “Your Name.” (lo trovi qui) è la storia di due giovani agli antipodi. Mitsuha è un’adolescente di montagna che, ignorata dal padre in quanto ragazza, vorrebbe essere un maschio; Taki, invece, è un liceale di Tokyo dal buon cuore, appassionato d’arte e architettura. Per un curioso capriccio del destino, i due si troveranno l’uno nel corpo dell’altro, d’un tratto le loro vite non più loro, stravolte.

La storia, seppure infusa di una rara magia, è uno spaccato sulla vita adolescenziale e sulle aspirazioni giovanili che accomunano i ragazzi di tutto il mondo, ed è per questo motivo che ci sentiamo di raccomandare vivamente la visione di questo film, che ha riscosso dalla sua uscita un successo davvero inarrestabile.

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Una tomba per le lucciole (1988): struggente racconto di Isao Takahata, tratto dall’omonimo romanzo semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka, Una tomba per le lucciole (lo trovi qui) è la storia di Seita e della sorellina Setsuko, travolti dagli orrori della guerra e inermi dinanzi ad essi. I due, perduto tutto, cominciano una vita fatta di stenti e piccoli furti, ma anche di grande amore e sacrificio di un fratello maggiore nel tentativo disperato di restituire la serenità all’innocente sorella, vittima dell’insensatezza di un conflitto incomprensibile.

Vista la natura del film, dramma eccezionale ed emotivamente così patetico, il film ebbe poco successo a livello mondiale, ma conquistò i cuori dei giapponesi e, nel tempo, grazie anche a nuove distribuzioni avvenute nel corso degli anni, ha aperto gli occhi di tantissimi fruitori nel mondo, facendo luce sulla storia degli ultimi e degli indifesi che troppo spesso divengono semplici numeri delle statistiche di un conflitto.

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Il mondo dell’animazione giapponese è estremamente variegato, influenzato da una cultura che per anni è sembrata a noi occidentali inarrivabile e imperscrutabile, ma che ha saputo far conoscere i suoi lati più intimi, a volte tragici, grazie a un’arte che per troppi anni è stata bollata come vuota.

Con questi cinque film, intanto, speriamo di avervi indirizzato verso una visione più coscienziosa e impegnata.

Pasquale Pellegrino
Pasquale Pellegrino
Musicista per passione e sognatore di professione. Passa la maggior parte del suo tempo a suonare, aggiustare e modificare chitarre. Sempre alla ricerca di spunti, nuovi album e artisti sconosciuti, alle volte si ricorda anche di mangiare.

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